Vino Ischitano, orgoglio italiano

Vino Ischitano, orgoglio italiano

La produzione del vino isolano rappresenta, una tradizione antica, tuttora operosa e popolare.

Oggi è meritevole di una grande attenzione sia da parte dei produttori che dei consumatori.

Ormai è parte influente dell’identità italiana e viste le sue tradizioni millenarie,

l’isola d’Ischia ad oggi può vantarsi di prestigiose produzioni vinicole.

Con il loro carattere e i profumi che li hanno fatti conoscere in tutto il mondo.

Il prestigio dei  vini ischitani, frutto di una tradizione plurimillenaria.

Il Vino ischitano Ha ricevuto il suo primo riconoscimento ufficiale nel 1966 quando all’Ischia Bianco e all’Ischia Rosso viene

assegnata la prima DOC campana e la seconda nazionale.

La viticoltura è sempre stata alla base dell’economia isolana per lunghi periodi storici,

condizionandone inevitabilmente  la vita e i costumi degli stessi abitanti.

Il turismo del vino ad oggi è sicuramente un grande un grande asset non solo dell’agricoltura italiana ma dell’intera economia isolana,

In grado di promuovere i territori campani garantendo importanti ricadute in termini di sviluppo.

Proprio  attraverso la valorizzazione dei territori agricoli e vitivinicoli di Ischia,

esso propone un nuovo modo di vivere la vacanza.

Abbinando alla degustazione di vini e prodotti tipici locali.

Interessanti proposte di visite guidate ad aziende agricole e agroalimentari intenzionate quindi a promuovere la

potenziale caratteristica isolana.

È evidente che l’aspetto enogastronomico dell’isola oggi ha assunto una rilevanza tale da essere considerato

come uno degli elementi  imprescindibili del viaggio.

Curiosità:

Sulla coppa di Nestore, ritrovata a Montevico (Lacco Ameno), è incisa una frase che inneggia al buon vino locale e testimonia che gli Antichi Eubei,

che avevano colonizzato l’ isola, avevano introdotto la coltivazione della vite e quindi la produzione del “nettare degli Dei”.

La tecnica di coltivazione, in particolare modo, richiama

la tradizione greca e differisce da quella etrusca usata nel centro Italia e nelle zone interne della Campania.

“Io sono la bella coppa di Nestore,

chi berrà da questa coppa subito lo prenderà

il desiderio di Afrodite dalla bella corona”.

I pochi  graffiti sulla coppa alludono all’antica coppa descritta nell’Iliade di Omero (XI libro, v.632),

in cui si narra la leggendaria coppa dell’eroe acheo Nestore, figlio del re di Pilo,

Neleo e di Cloride, talmente grande che occorrevano numerose persone per spostarla.

La coppa è attualmente custodita presso il Museo Archeologico di Pithecusae, ubicato presso Villa Arbusto in Lacco Ameno,

costruito nel 1785 da Don Carlo Acquaviva duca di Atri e fortemente voluto da Giorgio Buchner.

La viticoltura, oggi lega il passato al futuro dell’isola

Le cantine potranno essere sempre più apprezzate, ed essere sempre più pronte ad accogliere gli appassionati e i curiosi,

portando sempre maggior pubblico alla conoscenza e ammirazione del grande e coinvolgente mondo del vino dell’isola.

L’enogastronomia del turismo ischitano non si limita più esclusivamente all’acquisto di prodotti locali o il mangiare piatti tipici;

pian piano si propaga, spingendosi ad effettuare piacevolmente le visite ai luoghi di produzioni, tappe in ristoranti gourmet,

acquistando cibo direttamente dal produttore, partecipando a interessanti  food tour ed eventi a tema vino e cibo tradizionale antico.

C’è un grande bisogno di fruire del patrimonio culturale del luogo in modo attivo e coinvolgente, arricchendosi di valore nella condivisione.

di Valentina Felici

Isola D’Ischia

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