Giardino Ravino

Vi sono dei luoghi in cui la bellezza del paesaggio e la grazia dell’ingegno umano si fondono, in un organismo variopinto e meraviglioso. Luoghi in cui il valore inestimabile delle qualità naturali si intreccia intimamente con la caparbietà dell’uomo. Un sodalizio che restituisce tesori naturalistici di inestimabile bellezza. Paesaggi che recano l’impronta delle nostre tenaci passioni che difficilmente passano inosservate. Uno di questi luoghi, radicato in una dimensione di profonda pace, quiete e bellezza è situato a pochi passi dal pittoresco centro di Forio d’Ischia, nato dal profondo impegno di un uomo appassionato e premuroso, intimamente legato al mare e alla terra. Giuseppe D’Ambra, capitano marittimo di lungo corso con un’innata predisposizione per le arti botaniche, ha dedicato la sua vita al mare e alla ricerca entusiastica di tesori esotici sparsi per il globo. La folgorazione avviene negli anni ’60. La vista della ricca vegetazione della Bassa California colpisce il giovane marinaio. Peppino porta semi e talee raccolte al di là dell’oceano sull’isola d’Ischia dove il clima placido ne garantisce l’attecchimento. Negli anni la raccolta di piante di tutto il mondo è continuata e il giardino si è arricchito di esemplari vegetali unici, accrescendo una collezione sterminata che ad oggi conta almeno 400 specie differenti e migliaia di esemplari. Passeggiando nel giardino la bellezza del paesaggio cattura lo sguardo all’istante. L’area verde, si estende per circa 6000 metri quadri, in un dedalo di sentieri e muri a secco in pietra lavica, le famose “parracine”. Da questa antica pratica di terrazzamento deriva la denominazione dei giardini. Ravino, infatti, era il soprannome di un antenato di Giuseppe, soprannominato in questo modo dalla “ravina”, l’attrezzo utilizzato dai parracinai per edificare le caratteristiche mura di contenimento che si elevano sulle colline ischitane. Il variegato intarsio di accenti che riecheggia attraverso la fiorente vegetazione è la più valida testimonianza del successo di pubblico internazionale che frequenta questo piccolo angolo di paradiso. Giungono ai Giardini Ravino turisti dal pollice verde di ogni parte del mondo, per ammirare da vicino questa piccola oasi di tranquillità a ridosso sul mare, tra specie floreali ed arboree provenienti da tutto il variegato ecosistema tropical-mediterraneo. Sensazioni di stupore ed incanto si rincorrono in questo fazzoletto di terra che trasuda da ogni pietra l’impegno di Giuseppe D’Ambra e la dedizione che i figli Cristoph e Luca hanno riversato in questo santuario botanico. Il giardino si snoda lungo un percorso costellato da splendide composizioni floreali. Vegetazione esotica e macchia mediterranea coabitano grazie al placido microclima del versante occidentale ischitano, mite e straordinariamente fertile. Pochi altri luoghi concentrano in un lembo di spazio cosi raccolto bellezza e armonia sapientemente votati alla biodiversità. Alla collezione originaria di succulente, impropriamente conosciute come “piante grasse”, si alternano esemplari esotici provenienti dai variopinti ecosistemi d’oltreoceano. Giganteschi saguari, cactus secolari dall’altezza impareggiabile, irrinunciabili comparse di ogni western che si rispetti, hanno trovato in questo pezzo di mediterraneo residenza ideale. Cycadee, palme, musaceae si alternano ai giganteschi grusoni, noti anche con l’ironica denominazione di “cuscini della suocera” per la conformazione globulare e la costellazione di aculei appuntiti. Ferocactus, agavi, aloe e fichi d’india si intrecciano, in uno scenario di portentoso fascino, con la tipica macchia mediterranea, in un palcoscenico votato all’ecosostenibilità dove non sarà difficile osservare pavoni e conigli  in piena libertà in questo strepitoso ed affascinante scenario. In un angolo del giardino campeggia ciò che è ritenuta la scoperta botanica più importante del secolo scorso: la Wollemia nobilis, un rarissimo esemplare vegetale le cui tracce fossili risalgono a 90 milioni di anni fa. Una conifera dell’era giurassica ritenuta estinta fino al 1994, quando in Australia viene riscoperta in un bosco del Wollemi National Park.

Lunedi dalle 9:00 al tramonto  

Mercoledi dalle 9:00 al tramonto  

Venerdi dalle 9:00 al tramonto

Sabato dalle 9:00 al tramonto  

Domenica dalle 9:00 al tramonto

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